Training & Work di Easy Diplomacy: una risposta strutturata e sostenibile alle esigenze operative delle imprese
Roma, 17 marzo 2026

Mercato del lavoro italiano ed europeo: situazione attuale
Il mercato del lavoro in Italia e in Europa sta vivendo una fase di forte instabilità e trasformazione. Secondo dati Eurostat, nel 2024 il tasso di occupazione nei paesi dell’UE ha raggiunto circa il 75,8% tra i 20 e i 64 anni, segnando un incremento rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, l’Italia si colloca tra i paesi con i livelli più bassi di occupazione nell’Unione, con un tasso di circa il 67,1%, ben sotto la media comunitaria (Fonte: Eurostat News).
Questa dinamica riflette non solo un mercato caratterizzato da un’occupazione inferiore alla media UE, ma anche da difficoltà strutturali nel reperire manodopera qualificata, soprattutto in settori che oggi registrano elevati livelli di turnover o penuria di competenze (Fonte: Labour Market Information).
I settori più colpiti dal turnover e dalla carenza di personale
- Edilizia e costruzioni: cantieri attivi e progetti in continua rotazione richiedono muratori, carpentieri, elettricisti e posatori di pavimenti. La difficoltà di reperire personale tecnico specializzato comporta ritardi e aumento dei costi.
- Turismo e ospitalità: caratterizzati da forte stagionalità, i picchi di domanda creano tensioni nella disponibilità di personale qualificato, dal front-office al personale di sala e reception.
- Sanitario e assistenza: le strutture sanitarie e socio-assistenziali faticano a trovare operatori qualificati come OSA (Operatori Socio-Assistenziali) e OSS (Operatori Socio-Sanitari), con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi offerti.
- Sicurezza e servizi alle persone: professionisti nel settore della sicurezza e dei servizi personali necessitano di competenze tecniche e normative aggiornate, spesso difficili da reperire sul mercato locale.
- Grande distribuzione e logistica: la variabilità della domanda richiede personale flessibile, con competenze operative e logistiche, in grado di adattarsi rapidamente ai picchi stagionali o promozionali.
- Metallurgico e saldatori: la mancanza di saldatori qualificati e operatori specializzati nei settori metallurgici limita la capacità produttiva delle aziende, creando ritardi nelle commesse e difficoltà nella gestione della produzione.
Questa situazione evidenzia l’urgenza di strumenti che permettano inserimenti rapidi, qualificati e conformi alla normativa, come quelli offerti dal progetto Training & Work di Easy Diplomacy, che opera in sinergia con le istituzioni italiane e le organizzazioni internazionali operative nel settore della mobilità operativa in ambito internazionale.
Perché la manodopera straniera diventa una opportunità? Quali Paesi in particolare, e perché?
In un contesto europeo caratterizzato da invecchiamento demografico, riduzione della popolazione attiva e crescente domanda di competenze tecniche, la manodopera straniera rappresenta oggi non solo una necessità, ma una vera opportunità strategica per le imprese.
Molti settori produttivi italiani – dall’edilizia alla logistica, dal turismo alla sanità – registrano infatti difficoltà sempre maggiori nel reperire personale qualificato sul mercato interno. In questo scenario, l’attivazione di canali di mobilità lavorativa internazionale consente alle aziende di accedere a nuove risorse umane, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo economico e alla cooperazione tra Paesi.
Tra i Paesi che presentano un elevato potenziale in termini di disponibilità di forza lavoro qualificata e motivata vi è il Bangladesh, una delle economie emergenti più dinamiche dell’Asia meridionale, caratterizzata da una popolazione giovane, da una crescente diffusione della formazione tecnica e da una consolidata tradizione di lavoro all’estero.
Un passo importante in questa direzione è rappresentato dal Memorandum of Understanding sulla Migrazione e Mobilità tra Italia e Bangladesh, firmato il 6 maggio 2025 che mira a rafforzare la cooperazione bilaterale per la promozione di canali di migrazione regolari, sicuri e legali, rispondendo al fabbisogno di manodopera del sistema produttivo italiano e valorizzare programmi di formazione professionale e linguistica finalizzati all’inserimento lavorativo.
Il Bangladesh rappresenta inoltre un contesto culturale in cui il lavoro all’estero è considerato un importante fattore di crescita economica e sociale, con una forza lavoro generalmente riconosciuta per affidabilità, capacità di adattamento e forte etica professionale.
In questo quadro, programmi strutturati di formazione e mobilità lavorativa, come quelli promossi da Easy Diplomacy, permettono di trasformare la migrazione economica in un processo organizzato, etico e sostenibile, capace di generare benefici sia per le imprese europee sia per i lavoratori coinvolti.
Ma come funziona esattamente l’ingresso dei lavoratori stranieri in Italia? È il Decreto Flussi l’unico canale?
L’ingresso di lavoratori stranieri in Italia è regolato principalmente dal Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/1998) e da una serie di strumenti amministrativi che disciplinano l’accesso al mercato del lavoro per cittadini non appartenenti all’Unione Europea.
Il meccanismo più noto è il Decreto Flussi, un provvedimento annuale con cui il Governo italiano stabilisce il numero massimo di lavoratori stranieri che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato, stagionale o autonomo. Le aziende interessate devono presentare una richiesta nominativa per il lavoratore e, una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore può richiedere il visto presso l’ambasciata italiana nel proprio Paese.
Tuttavia, il Decreto Flussi non è l’unico canale disponibile e in realtà, nell’ambito dell’inserimento lavorativo, risulta essere anche il più debole.
Negli ultimi anni, infatti, si stanno sviluppando strumenti complementari che permettono una gestione più strutturata della mobilità lavorativa internazionale, tra cui:
• Programmi di formazione professionale nei Paesi di origine, finalizzati all’inserimento lavorativo in Italia;
• Percorsi di tirocinio formativo internazionale, che consentono alle aziende di conoscere e formare i lavoratori prima dell’inserimento stabile;
• Programmi europei di cooperazione e mobilità professionale, spesso sostenuti da fondi comunitari.
Questi strumenti permettono di superare alcune delle rigidità del sistema tradizionale, favorendo percorsi di ingresso più programmati, più numerosi e qualificati.
Inoltre, l’iniziativa parte direttamente dall’azienda interessata: il processo si attiva attraverso una lettera di invito dell’impresa e non dalla presenza del lavoratore straniero già in Italia. In questo contesto si stanno diffondendo strumenti come piattaforme dedicate, videocurricula e pre-colloqui personalizzati che consentono alle imprese di individuare e selezionare i candidati già nei Paesi di origine.
Training & Work: una risposta strutturata alle esigenze delle aziende

Per rispondere a tutte queste esigenze nasce Training & Work – Ethical Manpower Business, un progetto sviluppato da Easy Diplomacy -in collaborazione con partner locali (come in Bangladesh) e con il coinvolgimento delle autorità competenti in Italia – per supportare le aziende italiane ed europee nella gestione completa dell’inserimento di manodopera qualificata straniera.
Questo modello coordina ogni fase del processo:
• Selezione mirata dei profili professionali
• Formazione linguistica e tecnica tramite enti certificati
• Gestione amministrativa e documentale, inclusi visti, permessi di soggiorno e tirocini
• Coordinamento con istituzioni e autorità, per garantire regolarità e conformità
Il progetto supporta così le aziende nel superare barriere burocratiche, lacune formative e tempi di attesa lunghi, facilitando inserimenti produttivi e sostenibili.
Il valore aggiunto: etica, sostenibilità e dialogo istituzionale
Easy Diplomacy si distingue per la capacità di creare un dialogo continuo con le istituzioni italiane ed europee.
Con oltre 15 anni di esperienza in ambito internazionale, il team opera con un approccio orientato all’internazionalizzazione e alla gestione interculturale, collaborando con Ambasciate, Consolati e autorità governative.
Il ruolo è duplice:
1. Connessione con le istituzioni per garantire percorsi regolari, etici e sostenibili;
2. Coordinamento operativo tra aziende, partner locali ed enti certificatori, per semplificare procedure burocratiche e ridurre tempi e costi di inserimento.
Il risultato: inserimenti conformi, veloci e lavoratori pronti fin da subito.
Perché è importante agire ora
In un mercato segnato da carenza di personale qualificato e alto turnover, le aziende non possono permettersi ritardi. Le soluzioni tradizionali spesso non rispondono ai tempi e alle esigenze operative delle strutture aziendali.
Training & Work offre un percorso concreto e immediato per garantire:
✔ Inserimenti rapidi di manodopera qualificata
✔ Piena conformità con le normative italiane ed europee
✔ Professionalità e produttività fin dal primo giorno
✔ Accesso a fondi europei (come il Fondo Sociale Europeo ) e interprofessionali (come il Fondo Sistema Impresa), per ottimizzare investimenti in formazione e inserimento.
Come funziona?
L’azienda può contattare senza impegno i nostri professionisti per definire le proprie esigenze: numero di risorse richieste, qualifiche professionali e tipologia di contratto.
Gli enti preposti alla selezione e alla somministrazione presenteranno una serie di profili già formati – oppure da formare in base alle esigenze dell’azienda – pronti per l’inserimento lavorativo in Italia. L’azienda avrà la possibilità di conoscere e valutare i candidati prima della partenza, anche tramite strumenti digitali e colloqui preliminari.
Tutto il processo e il coordinamento tra i diversi interlocutori sarà gestito da Easy Diplomacy, che offrirà un servizio “chiavi in mano” tramite specifico incarico.
Tempistiche: variabili tra i 90 giorni e i 6 mesi, a seconda della tipologia di contratto e dell’eventuale percorso formativo previsto per il candidato.
La tua azienda è interessata?
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🔗 Approfondimento sul progetto Training & Work con il Bangladesh: clicca qui





